| Berlusconi e Fini al divorzio |
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| ITALIA | |||
| Venerdì 30 Luglio 2010 18:34 | |||
ROMA – Silvio Berlusconi mette nero su bianco una dura censura politica contro Gianfranco Fini e i suoi fedelissimi, ma il presidente della Camera lancia un inaspettato ramoscello d'ulivo auspicando di poter confermare insieme al Cavaliere l'impegno con gli elettori, senza inutili “mattanze”. “Qui sto e qui resto”, dice l'ex leader di An, parlando del partito, che però ottiene una risposta negativa dal vertice del Popolo della libertà convocato dal premier.
A conclusione dell’incontro, viene confermata la volontà del Cavaliere di tirare dritto ritenendo ormai fuori tempo massimo il riposizionamento di Fini. Da qui il documento di censura che sarà discusso in queste ore nel corso di una riunione dell'ufficio politico. Che il divorzio tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini fosse ormai alle porte non è più mistero per nessuno. Ne parla come un dato acquisito Umberto Bossi. “Ognuno andrà per la sua strada”, è stata la sintesi del leader della Lega così come non ne ha fatto mistero in questi giorni il premier che, di fronte all’ipotesi di “una divaricazione”, di una spaccatura del Pdl, ha rassicurato: “I numeri sono abbondanti e non c’è alcuna possibilità di cambiamenti di governo o di maggioranza”. Una strada, quella della separazione, su cui Fini è tornato nel corso di un’intervista a sorpresa pubblicata su il “Foglio”. “Resettare tutto senza risentimenti”, è l’appello rivolto al presidente del Consiglio. “Con Berlusconi - chiarisce l’ex leader di An - non abbiamo il dovere di essere e nemmeno di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale con gli italiani. Per questo - spiega il cofondatore del Pdl - ci tocca il compito, anche in nome di una storia comune non banale, di deporre i pregiudizi”. Ma le parole del presidente della Camera non hanno al momento sortito effetti positivi a palazzo Grazioli. Di fronte all’ipotesi di una scissione, i parlamentari vicini al presidente del Consiglio passano i giorni a fare conteggi. Sono proprio i numeri a dettare la strategia. L’ipotesi di una divisione dalla pattuglia dei finiani per i berlusconiani non comporterebbe cambi di maggioranza perché il presidente del Consiglio - sostengono- avrebbe comunque i numeri per governare. Semmai si dovrà lavorare per bloccare il più possibile l’emorragia di deputati che potrebbero seguire Fini. Proprio alla risoluzione del “problema finiani” il Cavaliere dedicherà tutta la giornata di oggi in vista dell’ufficio di presidenza. Nonostante la soluzione non sia ancora ben definita, Berlusconi è certo che una svolta sia ormai necessaria. La gente, avrebbe confidato a diversi deputati incontrati alla Camera dopo aver votato la fiducia alla manovra, è “stanca di questo teatrino”.
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