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Thursday, 21 May 2009 11:38 |
LORENZO CAMBIERI | Passata l’euforia iniziale per i primi (e naturalmente straordinari, per l’epoca) successi legati alle missioni dell’uomo nello spazio, gli scienziati si sono trovati davanti ad un grattacapo non da poco: i corpi celesti dell’universo si trovano a distanze davvero spaventose, che richiederebbero decenni se non addirittura secoli per essere coperte! Come possiamo sperare di visitare e colonizzare altri pianeti, senza che siano i figli o i nipoti dell’equipaggio iniziale a vedere la fine del viaggio? Cerchiamo di capire il perché di questa domanda procedendo per gradi.
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Thursday, 14 May 2009 11:43 |
LORENZO CAMBIERI | Migrazione. Un concetto di per sé molto semplice. Un qualsivoglia elemento della Natura che da un ambiente di origine povero di risorse si sposta verso un secondo caratterizzato da condizioni di sopravvivenza più favorevoli. La migrazione è un fenomeno che caratterizza ogni campo del mondo a noi conosciuto, da quello microscopico della chimica, passando per quello vegetale e approdando alla vita animale e a quella umana: gli atomi si spostano per formare legami più stabili, le piante cercano più acqua, i pascoli desiderano erba fresca… e gli esseri umani una qualità della vita migliore. Migrare significa sostanzialmente sopravvivenza, miglioramento, evoluzione. Chi si ferma invece (nel lungo e lunghissimo periodo, s’intende) si estingue.
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Thursday, 07 May 2009 11:41 |
LORENZO CAMBIERI | Appena settantatré secondi. È questo il tempo intercorso tra la partenza dello Space Shuttle Challenger dalla sua rampa di lancio a Cape Canaveral, e la sua distruzione, a poco più di 14.000 metri d’altezza. Quella mattina del 28 gennaio 1986 lo shuttle partiva per la sua decima missione, portando con sé sette astronauti ansiosi di raggiungere l’orbita terrestre e svolgere il loro lavoro: una professione invidiata da miliardi di persone, molte delle quali darebbero qualsiasi cosa per poter essere al loro posto. Ma decisamente non quella maledetta mattina americana.
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